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Hasselblad X1D L’eredità

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Hasselblad X1D 90 mm

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C’era una volta il medio formato, e la pellicola. Un tempo questa era il regno dei professionisti e degli amatori più evoluti. Nel momento della prima migrazione di massa al digitale, attorno il 2004/2005, i costi di produzione della macchine subirono un’impennata paurosa. Complice anche l’innalzamento qualitativo permesso dal digitale il medio formato divenne una nicchia , come numeri e come fruibilità. La conseguenza è stata quello di trovarci un mercato del medio formato composto da pochissimi modelli e rilegati ad una serie di utilizzi assai di nicchia. Nonostante quel che se ne dica in fotografia il mezzo ha SEMPRE fatto la differenza. Perché in fotografia la forma non è slegata dal mezzo utilizzato, come può essere in letteratura o in pittura ( ed anche qui sarebbe da discuterne, tra l’altro ). La prova di oggi riguarda la Hasselblad X1D, prima macchina mirroless medio formato al mondo. Macchina che ha rivoluzionato in maniera drammatica una fascia di questo mercato. La macchina che mi viene in mente è la Mamiya VII. Uno straordinario strumento fotografico a telemetro che da diversi anni utilizzo in strada e nel reportage proprio per le sue incredibili capacità operative, adattissime ad un utilizzo disimpegnato a mano libera. Questa Hasselblad finalmente riporta in digitale esattamente quello spirito, quella operatività in digitale. Dove però i margini di errori sono estremamente più ridotti, perché la qualità a parità di formato è assolutamente fuori scala rispetto alla pellicola. Quindi le difficoltà che hanno dovuto affrontare sono indubbiamente non banali. Un esempio su tutti è la messa a fuoco, che se su 35 mm e per certi versi su medio formato digitale poteva avere un certo margine di errore, nel medio formato digitale è ridotto pressocchè a zero. E questo modulo AF è davvero sorprendente. Rapido almeno come una m4\3 di prima generazione vanta una costanza ed affidabilità elevatissime. Oltre al dettaglio non trascurabile, di coprire quasi tutto il fotogramma. Cosa non banale anche per macchine più piccole 35 mm. Questo assieme a dimensioni compatte della macchina, ad un peso ridotto –accompagnato da un’eccellente ergonomia ed una meravigliosa qualità costruttiva – la rende la prima medio formato digitale adatta ad un utilizzo a 360 gradi. In strada come in un reportage, seppure non troppo dinamico. Dal ritratto alla fotografia di viaggio. Dalla fotografia di architettura alla riproduzione d’arte. Questa è una macchina estremamente semplice ed appagante da usare– un minimalismo funzionale davvero piacevolissimo.

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Hasselblad XD1 90 mm f6.8

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Hasselblad X1D 45 mm cropped

Il superfluo, che distrae, semplicemente non esiste. Il mirino, un EVF particolarmente piacevole, permette di lavorare bene in qualsiasi condizione di luce. L’oculare in gomma, invece, è perfettibile, lascia filtrare un po’ troppa luce se il sole è di lato, ad esempio. Anche con poca luce la qualità risulta ottima ed il controllo del flare, dei riflessi, della saturazione e dell’esposizione in tempo reale è particolarmente accurata e gradevole. Specie se contiamo che il sensore è dotato di una gamma dinamica estesissima, di un rapporto segnale rumore straordinario ( a 12.800 ISO si ottengono stampe impensabili con qualsiasi altro strumento abbia mai provato ) e di file estremamente malleabili.

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Hasselblad X1D 6400 ISO. Eccellente la gamma dinamica anche ad alti ISO

L’indole della macchina è ben chiara se vediamo che è tropicalizzata, dotata di doppio slot SD ed operativamente discretamente veloce in senso assoluto (eccezionale se pensiamo al formato). L’utilizzo fuori dallo studio è tanto importante quanto quello in studio. Le nuove ottiche dedicate ( ho provato il 45 ed il 90 mm equivalenti ad un 35 ed un 71 mm come angolo di campo )sono ottime, per chi viene dal 35 mm sono già completamente fuori standard. Qualità elevatissima su tutto il fotogramma, ottimo bokeh, anche se alcuni fondamentali sono corretti via sw. Ma considerato prezzo e dimensioni è accettabilissimo. Il Leaf Shutter consente un syncro flash su tutti i tempi di posa, fino ad 1\2000 di secondo. Decisamente comodo. Perché optare per una medio formato quando oggi la qualità delle 35 mm è così elevato? I motivi sono tanti. In primis una resa infinitamente più cinematografica in cui a parità di focale abbiamo un angolo di campo più ampio. A parità di angolo di campo inquadrato abbiamo minore distorsione. Ad esempio utilizzando il 45 mm per una figura umana avremo la distorsione di un quasi normale (50 mm per convenzione), ma con l’angolo di campo di un 35 mm. Le ottiche non cambiano, cambia solo l’angolo di campo inquadrato… Il bokeh è infinitamente più leggibile e profondità di campo assai più ridotta. In assoluto la nitidezza, la qualità del colore, la leggibilità delle ombre, il rapporto segnale rumore…è tutto spostato in avanti. Di parecchi passi, peraltro. E questo nonostante sia un medio formato…croppato. Tuttavia è un crop limitato, pur se esite una ben visibile differenza rispetto alle medio formato piene, la differenza rispetto alle 35 mm è davvero enorme. Scattandoci ve ne renderete conto molto facilmente. Vi do un consiglio spassionato. Provatela e capirete perché anche oggi scattare con un formato maggiore del 35 mm è una scelta assai sensata. Nel caso di questo gioiello è anche stremamente semplice da usare e molto piacevole. Cosa che non guasta. 😉

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Hasselblad X1D crop 100% 45 mm

 

Seguite i commenti, a breve inserirò un link dove giudicare i file in dimensioni non originali e non troppo compressi, come purtroppo il sito esige.

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